Indice

Un breve sguardo storico di Brescia

Una passeggiata per le vie di Brescia

L'arco a tutto sesto

Circonferenza e cerchio

Arco a sesto acuto

Costruzione geometrica di un arco gotico

Circonferenza per tre punti

Arco a tutto sesto e un arco gotico equilatero

Un modo nuovo di vedere un arco gotico

Bifora

L'arbelo di Archimede

Archi trilobati

Costruzione di un arco trilobato

Uno strano arco trilobato in piazza Paolo VI

Tangente

Vicolo delle due torri

Arco polilobato

Il ritorno all'arco a tutto sesto

Leonardo da vinci e l'arco a tutto sesto

Arco a tutto sesto ribassato

Costruzione di un arco ribassato

Arco policentrico a tre centri

Costruzione di un arco policentrico a tre centri

Arco semiellittico

L'arco di via trieste è semiellittico o policentrico?

Costruzione di un arco semiellittico

Arco perfetto

Scala a chiocciola

Spirali

La spirale di Archimede

Costruzione approssimata di una spirale di Archimede

La spirale di Archimede e la progressione aritmetica

Due famosi problemi di geometria

La spirale meravigliosa

Frattali

Spirale logaritmica aurea

Spirali poligonali

Il problema dei quattro cani

L'illusione di James Fraser

Spirale iperbolica

Spirale di Fermat

Spirale di Lituus

Spirale di Cornu o clotoide

Volta a botte

Una superficie sviluppabile

Volta a crociera

Simmetria assiale

Simmetria assiale e specchi

Simmetria rotazionale

Simmetria assiale e rotazionale

Composizione di simmetrie

Composizione di simmetrie

Decorazioni nel santuario di S. Maria delle Grazie

Rosoni

Movimenti

Composizione di isometrie

Fregi

Tassellazioni regolari e semiregolari

Tassellazioni non regolari con poligoni convessi

La tassellazione come forma d'arte

Gli schemi delle tassellazioni

Studio di una pavimentazione

Tassellazioni e camera di specchi

Il ritorno all'arco a tutto sesto

Agli inizi del Quattrocento, mentre in gran parte d'Europa lo stile gotico continua a dominare con le sue forme slanciate e le sue architetture vertiginose, in Italia, e in particolare a Firenze, accade qualcosa di nuovo: si riscopre con entusiasmo l'arte dell’antichità greca e romana. Questo ritorno alle origini viene percepito come una vera e propria "rinascita", un risveglio culturale che riporta al centro gli ideali del mondo classico. La lettura dei testi antichi e lo studio diretto dei modelli architettonici greci e romani alimentano una nuova fiducia nelle capacità dell'uomo. Si diffonde l'idea che, attraverso la conoscenza e l'osservazione, sia possibile comprendere la realtà e vivere in armonia con la natura. E' un cambiamento profondo, che segna una netta rottura con l'architettura gotica: le sue altezze smisurate, infatti, tendevano a suscitare nell'uomo un senso di piccolezza e soggezione.

Nel nuovo linguaggio architettonico rinascimentale, invece, vengono esaltate le forme geometriche semplici, la simmetria e la proporzione, elementi che contribuiscono a creare edifici equilibrati e piacevoli alla vista. Un esempio significativo è la facciata della chiesa di San Pietro in Oliveto, sul colle Cidneo, progettata da Antonio Medaglia: un'opera che incarna perfettamente questi principi.

In questo periodo nulla viene lasciato al caso. Ogni elemento architettonico è collocato con precisione, affinchè l'insieme risulti armonioso. La progettazione si basa su calcoli accurati e su simulazioni bidimensionali o tridimensionali, utili per verificare la validità del progetto e apportare eventuali modifiche prima dell'inizio dei lavori.

In questo contesto, l'arco a tutto sesto torna a essere protagonista. Con la sua linea continua e regolare, risulta più gradevole all'occhio rispetto alla forma spezzata dell'arco a sesto acuto o all'asimmetria dell'arco rampante tipici del gotico. Non sorprende quindi che questo nuovo stile si diffonda rapidamente nel resto d'Italia.

A Brescia, che in quel periodo si trova sotto il dominio della Repubblica di Venezia, uno degli esempi più rappresentativi dell'architettura rinascimentale di influenza veneziana è piazza della Loggia, ancora oggi uno dei luoghi più suggestivi della città.

© giuseppe sarnataro