Indice
IntroduzioneClassificazione dei triangoli rispetto ai lati
Se consideriamo la lunghezza dei lati di un triangolo possiamo verificare che sono possibili solo tre casi:
- Tutti e tre i lati sono congruenti; il triangolo si dice equilatero.
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- Almeno due lati sono congruenti; il triangolo si dice isoscele.
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- Tutti e tre i lati sono disuguali; il triangolo si dice scaleno.
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Ora. riflettiamo:
- Un triangolo scaleno non può essere isoscele o equilatero.
- Un triangolo equilatero è anche isoscele, ma non sempre è vero il contrario.
Per vedere che un triangolo equilatero è un particolare triangolo isoscele consideriamo un modello di triangolo isoscele articolabile in cui è possibile far variare l'angolo compreso tra i due lati congruenti.
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Questo modello è stato costruito con due asticciole uguali forate ai due estremi, un fermacampione e un elastico.
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Al variare dell'angolo compreso tra i due lati congruenti varia anche la lunghezza del terzo lato. Osservando i vari triangoli isosceli, ottenibili con questo modello, ci accorgiamo che esiste un'unica situazione in cui tutti e tre i lati sono congruenti: è il momento in cui il triangolo isoscele diventa anche equilatero. Il triangolo equilatero è quindi un triangolo isoscele particolare.
Pertanto, possiamo raggruppare i triangoli, rispetto ai lati, in due "famiglie" (o in due insiemi): quella dei triangoli scaleni e quella dei triangoli isosceli. Queste due famiglie sono disgiunte, cioè non hanno elementi in comune. Inoltre, i triangoli equilateri sono inclusi nell'insieme dei triangoli isosceli e costituiscono un sottoinsieme di questa famiglia. Possiamo rappresentare graficamente questa classificazione dei triangoli, rispetto ai lati, con il seguente diagramma di Venn in cui ogni insieme è indicato con una parte di piano limitata da una linea chiusa.
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