Indice
Introduzione
La condizione di esistenza del triangolo
La struttura triangolare è indeformabile
Tracciamo un triangolo
Classificazione dei triangoli rispetto ai lati
Relazioni tra lati e angoli di un triangolo
Somma degli angoli interni di un triangolo
Classificazione dei triangoli rispetto agli angoli
Classificazione generale dei triangoli
Angoli esterni di un triangolo
Le altezze di un triangolo
Le mediane di un triangolo
Le bisettrici di un triangolo
Assi di un triangolo
Punti notevoli di un triangolo
I triangoli e la simmetria assiale
La simmetria rotazionale del triangolo equilatero
Il triangolo rettangolo e le sue proprietà
Uguaglianza di triangoli
Primo criterio di uguaglianza
Secondo criterio di uguaglianza
Terzo criterio di uguaglianza
Criteri di uguaglianza dei triangoli rettangoli
Triangoli equivalenti
Area di un triangolo
Teorema di Pick
Triangoli equivalenti per scorrimento
Trasformazione di un poligono in un triangolo equivalente
Equivalenza di un trapezio e di un triangolo
Somma di triangoli di uguale altezza
Equivalenza di un poligono regolare e di un triangolo
Equivalenza di un poligono circoscritto e di un triangolo
Equivalenza tra un cerchio e un triangolo
Triangolo equivalente a un triangolo con data altezza
Da un poligono a un rettangolo equivalente
Triangoli isoperimetrici
Il perimetro dei triangoli equivalenti
Proprietà duali
Perimetro e area
Massimo e minimo
Circonferenze inscritte e circoscritte nei triangoli
Triangoli simili
Primo criterio di similitudine
Secondo criterio di similitudine
Terzo criterio di similitudine
Proprietà dei triangoli simili
Triangoli omotetici
Triangoli simili in un triangolo rettangolo
Primo teorema di Euclide
Secondo teorema di Euclide
Teorema di Pitagora
Estensione del teorema di Pitagora
Triangoli particolari
Risoluzione di un triangolo rettangolo
Triangolo aureo
Triangolo di Sierpinski
Triangoli Eroniani
Teorema di Ceva
Il cerchio dei nove punti
Teorema di Napoleone Bonaparte
Teorema di Morley
Excentro
Area di un triangolo
Per misurare la superficie di una figura piana bisogna confrontarla con un'altra superficie, scelta come unità di misura, e stabilire quante volte quest'ultima è contenuta nella figura. Il numero ottenuto da questo confronto rappresenta l'area della figura. In altre parole, la misura dell'area di una figura è un rapporto fra due superficie; quella della figura e quella dell'unità di misura. Ad esempio, dal confronto tra la superficie del triangolo ABC e la superficie del quadrato scelto come unità di misura si può stabilire che l'area del triangolo è 8 volte più grande.
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L'unità di misura per le aree delle superficie è il metro quadrato, cioè un quadrato con il lato lungo un metro. Spesso per non avere numeri molto piccoli o molto grandi si utilizzano opportuni multipli (kilometro quadrato, ettometro quadrato, decametro quadrato) o sottomultipli (decimetro quadrato, centimetro quadrato, millimetro quadrato) del metro quadrato. Ma, misurare la superficie di un triangolo, confrontandola direttamente con un quadrato assunto come unità di misura, non è un'operazione semplice. Non è possibile ricoprire esattamente un triangolo con quadrati di lato unitario, perchè nel triangolo i lati consecutivi non sono tutti perpendicolari. Ad esempio, quanti quadratini di 1 centimetro quadrato occorrono per ricoprire esattamente il seguente triangolo?
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Perciò la misurazione dell'area del triangolo deve essere effettuata in maniera indiretta. Questo può essere fatto in vari modi, ad esempio:
Invece di misurare l'area del triangolo si misura l'area di un rettangolo equivalente.
Si determina una regola che permette di calcolare l'area del triangolo misurando due suoi elementi.
Come si ottiene un rettangolo equivalente al triangolo? Con il metodo dell'equiscomponibilità. Disegniamo il triangolo ABC, poi congiungiamo con un segmento il punto medio della base AC con il punto medio del lato BC e, infine, tracciamo l'altezza relativa al lato AC.
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Il triangolo viene cosí suddiviso in tre parti: un quadrilatero (HBNM) e due triangoli (ABH, MNC). Se spostiamo il triangolo MNC in modo da far coincidere BN con NC otteniamo un parallelogramma.
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Il triangolo ABC è dunque equivalente, per somma di parti congruenti, a un parallelogramma che ha per base metà base del triangolo e per altezza la medesima altezza del triangolo.
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Se spostiamo il triangolo ABH in modo da far coincidere AB con MM' otteniamo un rettangolo.
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Il parallelogramma è dunque equivalente, per somma di parti congruenti, a un rettangolo di ugual base e di ugual altezza. Ovviamente anche il triangolo ABC è equivalente, per somma di parti congruenti, al rettangolo.
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L'area del triangolo ABC è quindi uguale all'area del rettangolo che possiamo facilmente misurare con il metodo del confronto diretto con un quadrato preso come unità di misura. Possiamo cosí vedere che nel rettangolo, e quindi anche nel triangolo ABC, sono contenuti 20 quadrati di area uguale a un centimetro quadrato.
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Vediamo ora l'altro metodo indiretto.
Nel rettangolo, della figura precedente, i quadrati di area 1 centimetro quadrato sono disposti in 5 colonne di 4 quadrati ciascuna. In totale il numero dei quadrati è 5 x 4 = 20. L'area del rettangolo è dunque A = 20 cm2. Ma, i due numeri 5 e 4 rappresentano le misure in centimetri delle dimensioni del rettangolo (base e altezza). Possiamo allora stabilire una regola per il calcolo dell'area del rettangolo:
L'area del rettangolo è uguale al prodotto della misura della base per quella dell'altezza.
Possiamo esprimere questa regola con la formula:
A = b x h
dove b è la misura della base e h è la misura dell'altezza. Con il metodo della equiscomposizione abbiamo visto che un triangolo di base b e altezza h è equivalente a un rettangolo di base b/2 e altezza h. L'area di questo rettangolo e quindi anche l'area del triangolo è allora;
A = b/2 x h
Abbiamo cioè scoperto una regola che ci permette di calcolare, in modo indiretto, l'area del triangolo misurando una base e l'altezza a essa relativa:
L'area di un triangolo è data dalla metà del prodotto delle misure di una base e dell'altezza a essa relativa
A = b x h : 2