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Prima di PitagoraDimostrazione di Euclide
Dato il triangolo rettangolo ABC retto in A costruiamo i quadrati su ognuno dei tre lati e tracciamo: la retta AL passante per A e parallela a BE, e i segmenti AD e IB.
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I triangoli ACD e ICB sono congruenti per il primo criterio di uguaglianza perchè hanno uguali due lati (AC = IC e CD = CB) e l'angolo compreso (ACD = ICB sono uguali all'angolo ACB più un angolo retto). Il rettangolo CDLM è il doppio del triangolo ACD perchè hanno la stessa base CD, e sono compresi fra le stesse parallele CD e AL e quindi hanno la stessa altezza. Anche il quadrato AHIC è il doppio del triangolo ICB perchè hanno la stessa base IC, e sono compresi fra le stesse parallele IC e BH. Da ciò si deduce che il rettangolo CDLM è equivalente al quadrato AHIC. Ora tracciamo i segmenti AE e CF.
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I triangoli ABE e CBF sono congruenti per il primo criterio: sono uguali due lati (AB = BF, CB = BE) e l'angolo compreso (CBF = ABE). L'area del triangolo ABE è la metà dell'area del rettangolo BELM è perchè hanno la stessa base BE e sono compresi fra le stesse rette parallele BE e ALe quindi hanno la stessa altezza. Anche l'area del triangolo CBF è la metà di quella del quadrato ABFG perchè hanno la stessa base BF e sono compresi fra le stesse rette parallele BF e AG e quindi hanno la stessa altezza. Ne segue che il rettangolo BELM e il quadrato ABFG sono equivalenti. Ora, poichè il quadrato CBED è uguale alla somma dei due rettangoli CMLD e BELM è anche equivalente alla somma dei due quadrati AHIC e CBED. Dunque nei triangoli rettangoli il quadrato costruito sull'ipotenusa è equivalenti alla somma dei quadrati costruiti sui cateti. In conclusione Euclide dimostra che il quadrato costruito sull'ipotenusa è scomponibile in due rettangoli equivalenti ai due quadrati costruiti sui cateti.
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Vediamo ora lo stesso teorema in chiave moderna mediante trasformazioni geometriche che conservano le aree delle figure:
Il quadrato dell'ipotenusa è diviso dal prolungamento dell'altezza del triangolo rettangolo relativa all'ipotenusa in due rettangoli che hanno per lati l'ipotenusa e le proiezioni dei cateti.
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Dividiamo, ciascun quadrato costruito su un cateto in due triangoli congruenti tracciando una diagonale. In questo modo ciascun quadrato è stato scomposto in due triangoli ciscuno dei quali ha l'area la metà di quella del quadrato.
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Operiamo su due di questi triangoli (uno per ogni quadrato quelli colorati) con una trasformazione che lascia invariata l'area e ciò si ottiene facendo scorrere un vertice parallelamente alla base in modo che si conservi l'altezza relativa alla base. In questo modo i due triangoli hanno un lato uguale all'ipotenusa del triangolo rettangolo e un lato uguale al lato del quadrato costruito sul cateto.
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Operiamo una rotazione sui due triangoli come si vede in figura.
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Operiamo ancora sui due triangoli con una trasformazione che lasciano invariata l'area. Ora, possiamo facilmente dimostrare che i triangoli sono equivalenti alla metà dei rettangoli che costituiscono il quadrato dell'ipotenusa.
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Da ciò si deduce che il quadrato di un cateto è equivalente al rettangolo che ha per lati l'ipotenusa e la proiezione del cateto sull'ipotenusa e quindi la somma delle aree dei quadrati sui cateti è equivalente all'area del quadrato costruito sull'ipotenusa.
Ecco la dimostrazione di Euclide animata:
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