Indice
Prima di Pitagora
Dalla pratica alla dimostrazione
Due casi particolari
Dimostrazione di Euclide
Equiscomponibilità
Una variate alla dimostrazione di Euclide
Le molteplici dimostrazioni
Dimostrazione di H. Baravalle
Dimostrazione di Leonardo da Vinci
Dimostrazione di Perigal
Dimostrazione di Thabit Ibn Qurra
Dimostrazione di Liu Hui
Un semplice modello
Tangram e teorema di Pitagora
Due curiose prove empiriche
Dimostrazioni algebriche
Se il triangolo non è rettangolo
Orizzonti più vasti
Una ulteriore estensione
Facciamo scorrere i quadrati
La tela elastica
Teorema di Pappo
Terne pitagoriche
Un semplice metodo
Proprietà delle terne pitagoriche
Curiosità sulle terne pitagoriche
Incommensurabilità
Punto di vista geometrico
Punto di vista aritmetico
Estensione spaziale
Quaterne pitagoriche
Teorema di Pitagora e trigonometria
Teorema di Pitagora generalizzato
Se il triangolo non è rettangolo
Il teorema di Pitagora vale solo per i triangoli rettangoli. Come possiamo rendercene conto? Consideriamo un triangolo rettangolo isoscele ABC con l'angolo retto in A. Tracciamo la semiretta s perpendicolare al lato BC nel punto H e passante per il vertice A. Costruiamo inoltre i quadrati sui lati del triangolo.
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Sappiamo che la somma delle aree dei quadrati costruiti sui cateti è uguale all'area del quadrato costruito sull'ipotenusa. Supponiamo che la base BC del nostro triangolo resti sempre la stessa e di muovere il vertice A lungo la semiretta s. Per ogni spostamento di A anche piccolissimo si ottiene un nuovo triangolo che però non è più retto in A. Possiamo avere due casi:
Il vertice A si avvicina al punto H.
Se abbassiamo il vertice A, le lunghezze dei lati AB e AC diminuiscono mentre l'ampiezza dell'angolo in A aumenta. Il triangolo rettangolo si trasforma cosí in un triangolo ottusangolo.
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Durante questa trasformazione l'area del quadrato sul lato BC rimane costante, mentre le aree dei quadrati sui lati AB e AC diminuiscono. Possiamo quindi dire che l'area del quadrato costruito sul lato maggiore del triangolo ottusangolo è maggiore della somma delle aree dei quadrati costruiti sugli altri due lati. Se a, b, c sono rispettivamente i lati del triangolo ottusangolo dove c è il lato opposto all'angolo ottuso possiamo scrivere la relazione:
c2 > a2 + b2
Questa disuguaglianza è vera per un qualsiasi triangolo ottusangolo, e può essere dimostrata applicando due volte il teorema di Pitagora.
Il vertice A si allontana dal punto H.
Se alziamo il vertice A, le lunghezze dei lati AB e AC aumentano mentre l'ampiezza dell'angolo A diminuisce. Il triangolo rettangolo si trasforma in un triangolo acutangolo.
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Durante la trasformazione l'area del quadrato sul lato BC rimane costante, mentre le aree dei quadrati sui lati AB e AC aumentano. Possiamo quindi dire che l'area del quadrato costruito sul lato BC del triangolo acutangolo è minore della somma delle aree dei quadrati costruiti sugli altri due lati. Se a, b, c sono rispettivamente i lati di un triangolo acutangolo possiamo scrivere la relazione:
c2 < a2 + b2
Questa disuguaglianza è vera per un qualsiasi triangolo acutangolo e può essere dimostrata applicando due volte il teorema di Pitagora.
Ed ecco la rappresentazione dei tre casi in cui sui triangoi isosceli ottusangolo, rettangolo e acutangolo sono costruiti i quadrati sui lati:
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Ora, conoscendo le misure dei lati di un triangolo mediante le tre relazioni:
c2 = a2 + b2, c2 > a2 + b2, c2 < a2 + b2
possiamo stabilire se il triangolo è rettangolo, ottusangolo o acutangolo senza misurare gli angoli.