Indice
Prima di Pitagora
Dalla pratica alla dimostrazione
Due casi particolari
Dimostrazione di Euclide
Equiscomponibilità
Una variate alla dimostrazione di Euclide
Le molteplici dimostrazioni
Dimostrazione di H. Baravalle
Dimostrazione di Leonardo da Vinci
Dimostrazione di Perigal
Dimostrazione di Thabit Ibn Qurra
Dimostrazione di Liu Hui
Un semplice modello
Tangram e teorema di Pitagora
Due curiose prove empiriche
Dimostrazioni algebriche
Se il triangolo non è rettangolo
Orizzonti più vasti
Una ulteriore estensione
Facciamo scorrere i quadrati
La tela elastica
Teorema di Pappo
Terne pitagoriche
Un semplice metodo
Proprietà delle terne pitagoriche
Curiosità sulle terne pitagoriche
Incommensurabilità
Punto di vista geometrico
Punto di vista aritmetico
Estensione spaziale
Quaterne pitagoriche
Teorema di Pitagora e trigonometria
Teorema di Pitagora generalizzato
Teorema di Pitagora e trigonometria
Il termine trigonometria deriva dalle due parole greche trigonon, triangolo e metron, misura, e dunque vuol dire misurazione dei triangoli. L'etimologia della parola rievoca lo scopo iniziale della trigonometria piana: stabilire le relazioni tra gli angoli e i lati di un triangolo. Questa branca della matematica trae la sua origine in epoca assai remota, come ausilio dell'astronomia. Dall'esperienza pratica si intuiva che tra i lati e gli angoli di un triangolo rettangolo esistevano delle particolari relazioni. Lo studio e la ricerca di queste relazioni rappresentano il passaggio dalla geometria classica del triangolo alla trigonometria. Questo passaggio fu lento e richiese molti secoli. Tracciando triangoli rettangoli aventi lo stesso angolo acuto:
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Si osservò che questi triangoli oltre a conservare la forma, essendo simili, conservano anche i rapporti tra i lati:
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Ad esempio, in un qualsiasi triangolo rettangolo con un angolo acuto di 45°, il rapporto tra i cateti è sempre uguale a 1 e il rapporto tra un cateto e l'ipotenusa è sempre uguale a 1/√2. Questi tre rapporti sono indipendenti dalla lunghezza dei lati del triangolo, dipendono però dall'angolo acuto fissato: ad ogni valore dell'angolo corrisponde uno ed un solo valore per ognuno dei tre rapporti. Questa dipendenza dall'angolo si esprime affermando che i rapporti tra i lati di un triangolo rettangolo sono funzioni goniometriche. A questi tre rapporti è stato assegnato un nome particolare:
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Usualmente questi tre nomi sono abbreviati con i simboli tag α (oppure tan α), sen α (oppure sin α), cos α. Possiamo quindi scrivere le seguenti relazioni:
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Un triangolo rettangolo ha due angoli acuti α e β, e quindi con gli stessi ragionamenti possiamo determinare le altre tre relazioni:
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Da queste relazioni si ottiene:
la relazione che lega tra loro le tre funzioni trigonometriche:
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Infatti:
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la relazione che lega il sin α con il cos α:
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Infatti applicando il teorema di Pitagora
a2 + b2 = c2
E dividendo per c2 si ottiene:
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Questa relazione viene detta identità trigonometrica fondamentale e rapprenta l'analogo del teorema di Pitagora nella trigonometria.
Queste relazioni tra i lati e gli angoli di un triangolo rettangolo possono essere estese anche ai triangoli acutangoli o ottusangoli perchè ogni triangolo acutangolo è riconducibile alla somma di due triangoli rettangoli e ogni triangolo ottusangolo è riconducibile alla differenza di due triangoli rettangoli.
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Grazie alla trigonometria è stato possibile prevedere i moti e le posizioni dei corpi celesti, la compilazione di un calendario e la navigazione. Oggi la trigonometria è utilizzata in tutte le scienze per studiare i fenomeni che hanno un andamento circolare o ondulatorio.