Indice
L'estensione del concetto di numero
Numeri complessi
Rappresentazione geometrica dei numeri complessi
Operazioni in C: addizioni e sottrazioni
Operazioni in C: moltiplicazioni e divisioni
Forma trigonometrica di un numero complesso
Operazioni tra numeri complessi in forma trigonometrica
Potenza di un numero complesso: teorema di De Moivre
Radici n-esime di un numero complesso
Radici n-esime complesse dell'unità
I numeri complessi in forma esponenziale
I numeri complessi e le formule di Eulero
Le equazioni di secondo grado in C
Le equazioni di terzo grado in C
Il teorema fondamentale dell'algebra
Fattorizzazione di un polinomio in R
Logaritmi nell'insieme dei numeri complessi
Il teorema fondamentale dell'algebra
Come abbiamo costatato nell'insieme dei numeri complessi ogni equazione di secondo o di terzo grado con coefficienti reali o immaginari è sempre completamente risolubile e questo risultato può essere generalizzato grazie al teorema di Gauss:
Teorema fondamentale dell'algebra:
Nell'insieme C ogni equazione algebrica a coefficienti reali o complessi:anzn + an-1zn-1 + ... + a1z + a0= 0
ha tante radici (eventualmente coincidenti) quante il suo grado.
Questo teorema è importante perchè permette di scoprire che nell'insieme C c'è corrispondenza tra il numero delle soluzioni di un'equazione e il suo grado e questa regolarità non esiste nell'insieme R. Bisogna, però, tener presente che questo teorema è di pura e semplice esistenza, cioè garantisce che un'equazione di grado n ha esattamente n radici ma non fornisce un algoritmo per ottenerle effettivamente. Per le equazioni di secondo, terzo e quarto grado esistono formule risolutive per radicali in funzione dei coefficienti delle equazioni mentre per le equazioni di grado superiore al quarto è stato dimostrato da Paolo Ruffini (1765-1822) e da Niels Abel (1802-1829) l'impossibilità dell'esistenza di una formula generale per radicali.
Abbiamo visto che per le equazioni algebriche di secondo e di terzo grado a coefficienti reali se z1 è una radice complessa dell'equazione, allora anche il suo coniugato lo è. Si può dimostrare che ciò è vero anche per le equazioni algebriche di grado maggiore di 3 a coefficienti reali.
Teorema della radici coniugate
Se z1 è una radice complessa di un'equazione algebrica a coefficienti reali allora anche il suo coniugato lo è.
Ora, se z1 è un numero complesso reale si ha
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ma, se z1 è un numero complesso non reale, si ha evidentemente
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Ciò ha una notevole conseguenza: le radici complesse non reali di un'equazione algebrica a coefficinti reali sono sempre a coppie e le radici di ogni coppia sono distinte. Quindi
Un'equazione algebrica a coefficienti reali, se ha radici complesse non reali, ne ha sempre un numero pari.
Esempio 1: Risolviamo in C l’equazione di quarto grado z4 - z2 - 2 = 0
In forza del teorema fondamentale dell'algebra sappiamo che l'equazione ha quattro soluzioni complesse. In questo caso è anche facile determinarle. Si intuisce che i è una radice dell'equazione, infatti:i4 - i2 - 2 = 1 - (-1) - 2 = 0
Inoltre, per il teorema delle radici coniugate, anche -i è necessariamente una radice. Quindi z4 - z2 - 2 è divisibile per:
(z + i)(z - i) = z2 + 1
Eseguendo la divisione
z4 - z2 - 2 : z2 + 1
si ottiene z2 - 2. L'equazione iniziale è dunque equivalente a:
(z2 + 1)(z2 - 2) = 0
e le quattro soluzioni sono:
±i; ±√2
Esempio 2: Sapendo che -1 + i è una radice dell'equazione a coefficienti reali
z4 + 2z3 - z2 - 6z - 6 = 0
determiniamo le altre radici.
L'equazione avendo la radice complessa -1 + i avrà per radice anche la sua coniugata -1 - i e quindi il polinomio al primo membro è divisibile per:(z + 1 - i)(z + 1 + i) = z2 + 2z + 2
Eseguendo la divisione si trova:
(z4 + 2z3 - z2 - 6z - 6) : (z2 + 2z + 2) = z2 - 3
Quindi l'equazione iniziale equivale all'equazione:
(z2 - 3)(z + 1 - i)(z + 1 + i) = 0
che ha le quattro radici:
-1 ±i; ±√3
Dal teorema fondamentale dell’algebra e dal teorema del fattore discende un altro importante risultato:
Teorema di fattorizzazione in C:
Ogni polinomio di grado n a coefficienti reali o complessip(z) = anzn + an-1zn-1 + ... + a1z + a0
si fattorizza in un sol modo, in C, nel prodotto di n fattori lineari; si ha infatti
p(z) = an(z - z1) (z - z2) ... (z - zn)
dove z1, z2, ..., zn sono numeri complessi.
La dimostrazione si basa sull'idea di abbassare via via di grado il polinomio p(z) mediante opportune divisioni fino ad arrivare ad un polinomio di grado zero cioè ad una costante.
Primo passo.
Per il teorema fondamentale dell'algebra esiste un numero complesso z1 tale chep(z1) = 0
In virtù del teorema del fattore, p(z) è divisibile per (z - z1); quindi
p(z) = (z - z1)Q1(z)
dove Q1(z) è un polinomio a coefficienti complessi di grado n - 1.
Secondo passo.
Se n - 1 > 0 possiamo riapplicare i due teoremi al polinomio Q1(z) ottenendoQ1(z) = (z - z2)Q2(z)
dove z2 è una radice complessa dell'equazione Q1(z)=0 e Q2(z) è un polinomio di grado n - 2. Quindi si ha
p(z) = (z - z1)Q1(z) = (z - z1)(z - z2)Q2(z)
N-esimo passo.
Continuando questo stesso procedimento arriveremo, dopo n passi, alla fattorizzazionep(z) = (z - z1)(z - z2) ... (z - zn)Qn(z)
dove Qn(z) è un polinomio di grado n-n=0, cioè una costante complessa k. Quindi
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Eseguendo normalmente il prodotto ora indicato, si trova che il termine di grado n è kzn; ma il coefficiente di zn del polinomio p(z) è an quindi, necessariamente, deve essere k=an e il teorema è completamente dimostrato.
Occorre tener presente che nella fattorizzazione
p(z) = an(z - z1) (z - z2) ... (z - zn)
non è detto che gli zeri z1, z2,..., zn siano tutti distinti. Ad esempio la fattorizzazione di
p(z) = z3 - 7z2 +15z - 9
è
p(z) = (z - 1)(z - 3)(z - 3)
dove lo zero 3 ha molteplicità 2 e quindi viene contato due volte. Se ogni zero di un polinomio p(z) viene contato un numero di volte pari al suo ordine di molteplicità, il teorema può essere così riformulato:
Ogni polinomio di grado n ha, in C, esattamente n zeri.
Esempio 3: Consideriamo la fattorizzazione del polinomio z4 - z2 - 2 in C, in R e in Q
Nell'insieme C si fattorizza in quattro fattori lineari:(z + i)(z - i)(z - √2)(z + √2)
Nell'insieme R si fattorizza in tre fattori; uno di secondo grado e due lineari:
(z2 + 1)(z - √2)(z + √2)
Nell'insieme Q si fattorizza in due fattori entrambi di secondo grado:
(z2 + 1)(z2 - 2)
La scomposizione di un polinomio in fattori irriducibili è unica una volta che sia stato fissato l’insieme dei coefficienti dei fattori ma, se tali insiemi sono diversi, anche le fattorizzazioni possono esserlo.
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