Dimostrazioni geometriche con vettori

Con le proprietà dei vettori e con le operazioni tra vettori è possibile dimostrare teoremi di geometria piana euclidea. Come vedremo queste dimostrazioni sono molto diverse dalle usuali dimostrazioni euclidee e in alcuni casi sono anche più semplici. Abbiamo già visto che le nozioni di lunghezza di un segmento, pependicolarità di due segmenti, parallelismo tra due segmenti e l'ampiezza di un angolo tra due segmenti possono essere descritte mediante il prodotto scalare tra due vettori. Vediamo allora alcune di queste dimostrazioni.

  • Teorema della disuguaglianza triangolare.

    Nella geometria euclidea: in ogni triangolo, non degenere, ciascun lato è minore degli altri due e maggiore della loro differenza.

    Questo teorema rappresenta la condizione necessaria e sufficiente per garantire l'esistenza di un triangolo.

    Nella geometria dei vettori sono due le condizioni affinchè tre vettori formano un triangolo e ciò dipende da come sono orientati i tre vettori:

    1. due vettori hanno un punto finale comune;

    2. nessuno dei vettori ha un punto finale comune.

    Nel primo caso uno dei vettori è uguale alla somma degli altri due nel secondo caso la somma risultante dei tre vettori è nulla.

  • Teorema di Pitagora.

    Consideriamo tre vettori a, b e c tali da formare un triangolo rettangolo e sia il vettore c opposto all'angolo retto:

    Come si vede si possono presentare due casi:

    c = a + b

    oppure

    c = a - b

    Per entrambi i casi consideriamo il quadrato dei due membri dell'uguaglianza e ciò equivale a calcolare il prodotto scalare tra vettori.

    Primo caso

    Secondo caso

    In entrambi i casi si ottiene la relazione pitagorica.

  • Teorema del coseno.

    Consideriamo tre vettori a, b e c tali da formare un triangolo non rettangolo e sia il vettore c opposto all'angolo α:

    Possiamo scrivere:

    c = a - b

    Eleviamo al quadrato i due membri dell'uguaglianza:

  • Primo teorema di Euclide.

    Ricordiamolo: in ogni triangolo rettangolo un cateto è medio proporzionale tra l'ipotenusa e la proiezione del cateto stesso sull'ipotenusa.

    Pertanto, se a è il cateto, c l'ipotenusa, d la proiezione del cateto si ha:

    a2 = c ⋅ d

    Consideriamo tre vettori a, b e c tali da formare un triangolo rettangolo e sia c opposto all'angolo retto, sia il vettore d la proiezione di a su c e sia il vettore e perpendicolare a c come si vede in figura. all'angolo α:

    I vettori d e c sono collineari e quindi il loro prodotto scalare è:

    dc = |d||c|

    Inoltre, come si vede dalla figura, si ha:

    c = a + b;     d = a + e

    Possiamo quindi scrivere:

    |d||c| = (a + e)(a + b)

    Cioè:

    |d||c| = a2 + ab + e(a + b)

    Ora, nel secondo membro dell'uguaglianza si ha:

    ab = 0 (vettori ortogonali)

    e(a + b) = e ⋅ c = 0 (vettori ortogonali)

    E quindi si ottiene:

    |d||c| = a2

    cioè

    a2 = c ⋅ d

  • Teorema di Talete sul semicerchio.

    Ricordiamolo: un triangolo inscritto in una semicirconferenza, con lato coincidente con il diametro e il terzo vertice appartenente alla circonferenza stessa, è un triangolo rettangolo.

    Sia a il vettore che unisce il centro della circonferenza con un estremo del diametro, sia -a il vettore che unisce il centro della circonferenza con l'altro estremo del diametro, sia b il vettore che unisce il centro della circonferenza con il terzo punto della circonferenza e siano c e d i due vettori che uniscono gli estremi del diametro con il terzo punto sulla circonferenza.

    Per dimostrare il teorema bisogna mostrare che i vettori c e d siano perpendicolari e ciò si verifica se il loro prodotto scalare si annulla. Dalla figura si vede che:

    c = b - (-a) = b + a

    e

    d = b - a

    Possiamo allora scrivere:

    cd = (b + a)(b - a)

    Sviluppando il secondo membro si ha:

    cd = b2 - ba + ab - a2

    Semplificando si ottiene:

    cd = b2 - a2

    Cioè

    cd = b - a = 0

    perchè b = a essendo entrambi raggi della circonferenza.

  • Teorema dei punti medi di un triangolo.

    Ricordiamolo: il segmento che unisce i punti medi di due lati di un triangolo è uguale alla metà del terzo lato.

    Sia ABC un triangolo costituito dai vettori:

    e siano M e N rispettivamente i punti medi di BA e AC e indichiamo con a il vettore che ha la coda in M e la punta in A e con b il vettore che ha la coda in A e la punta in N.

    Come si puù vedere dalla figura per costruzione si ha:

    Inoltre, per la regola punta-coda si ha:

    E quindi

© giuseppe sarnataro