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IntroduzioneInvarianti nella geometria proiettiva
In generale, se ad un punto P dello spazio si fa corrispondere un punto P' su un dato piano α si dice che P' è proiezione di P su α. In geometria proiettiva proiettare da un punto O, detto centro di proiezione un punto P dello spazio su un piano α avviene mediante due operazioni:
proiezione: si ottiene tracciando la retta OP, cioè la retta che unisce il centro di proiezione O con il punto P;
- sezione: si ottiene intersecando la retta OP, con un piano generico α.
Il punto P' che si ottiene dall'intersezione tra la retta OP e il piano α rappresenta la proiezione di P su α.
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Il punto P' prende il nome di immagine o sezione di P sul piano α. I punti P e P' si dicono anche corrispondenti o omologhi. Proiettare una figura piana ad esempio un rettangolo ABCD giacente nel piano α da un punto O (centro di proiezione) esterno al piano α significa condurre dal punto O il fascio di rette che unisce il centro del fascio con ogni punto del rettangolo ABCD e intersecare il fascio di rette con il piano β. Il quadrilatero A'B'C'D' che si ottiene mediante le due operazioni (proiezione e sezione) rappresenta la proiezione del rettangolo sul piano β. I due piani α e β possono avere in comune una retta propria o impropria oppure essere coincidenti.
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Se il centro di proiezione O è un punto proprio si dice che la proiezione è centrale se invece è un punto improprio si dice che la proiezione è parallela; in questo caso il fascio è costituito da rette avente tutte la stessa direzione stabilita dal punto improprio. Ecco ad esempio una proiezione parallela.
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Nella geometria proiettiva ogni trasformazione di una figura in un'altra mediante una proiezione centrale o parallela o con una successione finita di proiezioni o con sezioni viene detta trasformazione proiettiva o proiettività. Ad esempio, la trasformazione del quadrilatero ABCD nel quadrilatero A'B'C'D' mediante una proiezione centrale con centro in O è una trasformazione proiettiva.
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Nelle trasformazioni proiettive alcune proprietà delle figure piane vengono perse come le lunghezze dei lati o le ampiezze degli angoli, altre proprietà invece si conservano e vengono chiamate proprietà invarianti rispetto alle proiezioni o proprietà che hanno carattere proiettivo. La geometria proiettiva si propone di studiare le proprietà geometriche delle figure che non si alterano per proiezioni e sezioni. Vediamo alcune proprietà proiettive delle figure. Una trasformazione proiettiva manda:
- Un punto P in un altro punto P' immagine di P;
- Una retta r in un'altra retta r' immagine di r;
- Due rette r e s incidenti nel punto P in altre due rette r' e s' incidenti nel punto P'
Pertanto il punto, la retta e l'incidenza di un punto e di una retta hanno carattere proiettivo e quindi sono invarianti rispetto a una trasformazione proiettiva.
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Partendo da queste tre semplici proprietà invarianti si possono dedurre altre proprietà invarianti:
Se tre o più punti sono allineati e quindi appartenenti a una retta r anche le loro immagini proiettive saranno allineati.
Se in un piano tre o più rette sono incidenti nello stesso punto P anche le loro immagini proiettive saranno rette incidenti nello stesso punto P'.
Possiamo, quindi dire che le proprietà di incidenza, allineamento, appartenenza e continuità sono proprietà proiettive. Controesempio, se proiettiamo un triangolo equilatero si ottiene un altro triangolo che non conserva nè la lunghezza dei lati nè l'ampiezza degli angoli (le lunghezze e gli angoli non sono proprietà proiettive) e quindi nella geometria proiettiva non ha senso parlare di triangoli equilateri o di triangoli isosceli o di triangoli scaleni.
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Nella geometria proiettiva:
la retta può essere considerata come un insieme di infiniti punti allineati e in tal caso viene detta retta punteggiata;
il piano può essere considerato sia come l'insieme degli infiniti punti di un piano e in tal caso è detto piano punteggiato o anche come l'insieme di infinite rette appartenenti ad uno stesso piano e in tal caso è detto piano rigato;
lo spazio può essere considerato sia come l'insieme degli infiniti punti e in tal caso è detto spazio punteggiato o anche come l'insieme di infinite rette e in tal caso è detto piano rigato o anche come l'insieme degli infiniti piani dello spazio e in tal caso è detto spazio di piani.