Indice
Introduzione
Dalla prospettiva alla geometria proiettiva
Invarianti nella geometria proiettiva
Teorema di Desargues
Birapporto
Quadrilatero completo
Costruzione del quarto armonico
Le proiezioni del cerchio
Proprietà proiettive delle coniche
Conica come insieme di rette
Polarità rispetto a una conica
Due teoremi duali
Teorema di Pappo
Coordinate omogenee
Inganni prospettici
Coordinate omogenee
Il matematico e astronomo tedesco August Ferdinand Möbius (1790-1868) è conoscito dal grande pubblico per il nastro di Möbius una superficie non orientabile, con una sola faccia e un solo bordo.
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Nella sua opera del 1827 Der barycentrische Calcul, introdusse le coordinate omogenee che utilizzò per applicare i metodi della geometria analitica alla geometria proiettiva per questo motivo le coordinate omogenee sono anche dette coordinate proiettive. Nel piano cartesiano un punto finito P è individuato mediante due coordinate (x, y), nel piano proiettivo il corrispondente punto P' è individuato con tre coordinate (x0, x1, x2) con x0≠0 e il passaggio da coordinate omogenee a coordinate cartesiane è dato dalle equazioni:
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Ne segue:
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Ad esempio, ponendo x0=1 il punto P(2, -1) in coordinate cartesiane, diventa il punto P'(1, 2, -1) in coordinate omogenee. Si intuisce che le coordinate omogenee dipendono dal valore di x0 e quindi sono definite a meno di un fattore di proporzionalità. Per esempio le terne (1, 2, -1), (2, 4, -2) e più generalmente (k, kx, ky) con k≠0 rappresentano tutte lo stesso punto quello avente le coordinate cartesiane P(2, -1). Analogamente i punti (1,3,-4), (2, 6, -8), (3, 9, -12) in coordinate omogenee corrispondono tutti al punto (3,-4) in coordinate cartesiane. Le coordinate omogenee hanno quindi lo svantaggio della non biunivocità della rappresentazione dei punti ma in compenso hanno il grande vantaggio di poter definire i punti all'infinito (punti impropri) ponendo x0=0 ossia i punti con coordinate proiettive (0, x1, x2), le cui coordinate cartesiane x, y non sono definite. Un punto improprio P∞ rappresenta la direzione di una retta è quindi individuato quando è fissata una retta. In generale dato un punto improprio (x0, x1, x2), esso è definito dalla direzione della retta cartesiana, e se consideriamo una generica retta cartesiana:
ax + by + c = 0
deve risultare:
x0 = 0, x1 = b, x2 = -a
Il punto improprio ha quindi coordinate omogenee (0, b, -a). Ad esempio, se consideriamo la retta cartesiana
2x - 3y + 1 = 0
le coordinate proiettive del suo punto improprio nel piano proiettivo sono:
(0, -3, -2)
Data l'equazione di una retta cartesiana
ax + by + c = 0
per ottenere l’equazione della retta propria in coordinate omogenee, basta utilizzare le equazione del passaggio di coordinate.
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In questo caso è possibile dividere per x0 perchè x0≠0. Per cui la retta cartesiana di equazione:
2x + 3y + 4 = 0
in cordinate omogenee diventa
2x1 + 3x2 + 4x0 = 0
Nel piano cartesiano due rette
ax + by + c = 0; a'x + b'y + c' = 0
sono parallele se e solo se
a = a' e b = b'
Ora, queste due rette parallele hanno anche la stessa direzione che è il punto improprio (0, b, -a) nel piano proiettivo. Ad esempio, le due rette cartesiane
2x + y + 3 = 0; 4x + 2y + 5 = 0
sono parallele e nel piano proiettivo hanno in comune il punto improprio P∞(0, 1, -2).
Spesso l'equazione della retta nel piano proiettivoax1 + bx2 + cx0 = 0
viene indicata con l'equazione equivalente:
a0x0 + a1x1 + a2x2 = 0
dove a0 = c, a1 = a, a2 = b. Ora, se abbiamo una retta proiettiva di equazione:
3x0 + 2x1 + x2 = 0
e vogliamo conoscere la corrisponte equazione della retta cartesiana possiamo porre per semplicità x0 = 1 e applicare le seguenti sostituzioni:
x0 = 1; x1 = x⋅x0; x2 = y⋅x0
Per cui si ottiene:
2x + y + 3 = 0
Se si pone x0 = 2 si ottiene
4x + 2y + 6 = 0
Come si può osservare le due equazioni 2x + y + 3 = 0, 4x + 2y + 6 = 0 al variare di x0 rappresentano la stessa retta.