Indice
Equazioni di secondo grado
La risoluzione di un'equazione di secondo grado
Le equazioni di secondo grado incomplete
Relazioni fra le radici e i coefficienti
Regola di Cartesio
Scomposizione di un trinomio di secondo grado
Equazioni di secondo grado fratte
Equazioni letterali di secondo grado
Il grafico della funzione quadratica
Equazione di secondo grado e modello matematico
Il grafico della funzione quadratica
Nello studio delle equazioni di secondo grado si ha un grande vantaggio dalla possibilità di tracciare il grafico della funzione associata a un trinomio di secondo grado (funzione quadratica) cioè di una funzione del tipo
f(x) = ax2 + bx + c   (a ≠ 0)
i cui zeri sono proprio le radici dell'equazione
ax2 + bx + c = 0
Un grafico è sempre più significativo di una formula o di un'equazione e consente delle rappresentazioni che ci aiuteranno a capire. Ad esempio, rappresentiamo nel piano cartesiano il grafico della funzione quadratica più semplice
f(x) = x2
Per far ciò determiniamo le coordinate di alcuni suoi punti:
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e rappresentiamoli nel piano cartesiano
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Si ottiene una curva detta parabola simmetrica rispetto all'asse delle ordinate e con il vetice V(0, 0) nell'origine degli assi. In questa funzione quadratica il coefficiente dell'incognita x è 1 ma se tale coefficiente fosse diverso da 1 cosa cambia nella rappresentazione grafica? Consideriamo la funzione
f(x) = ax2
e consideriamo dei valori di a maggiori di zero. Ad esempio:
Poniamo a = 2 e rappresentiamo nello stesso piano cartesiano le due funzioni f(x) = x2 e f(x) = 2x2.
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Poniamo a = 1/2 e rappresentiamo nello stesso piano cartesiano le due funzioni f(x) = x2 e f(x) = 1/2x2.
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Come si vede dai due grafici il valore del parametro a maggiore di zero (coefficiente di x2) influisce sulla "apertura" della parabola. In particolare per a>1 le "aperture" delle parabole diminuiscono e per 0 < a < 1 le aperture della parabola aumentano. Inoltre se a rimane positivo, l'apertura sarà sempre verso l'alto e quindi la parabola volge la concavità verso l'alto.
Consideriamo dei valori di a minori zero, ad esempio a = -1/2 e rappresentiamo nello stesso piano cartesiano le due funzioni f(x) = 1/2x2 e f(x) = -1/2x2.
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Come si vede la due parabole sono simmetriche rispetto all'asse delle x; in altre parole la parabola della funzione f(x) = -1/2x2 si può ottenere ribaltando rispetto all'asse x la parabola della funzione f(x) = 1/2x2.
Inoltre, anche il questo caso al variare di a il grafico sarà più o meno "aperto" ma, se a rimane negativo, l'apertura sarà sempre verso il basso e quindi la parabola volge la concavità verso il basso. In generale, l'apertura delle parabola esaminate dipende dal valore assoluto di a: all'aumentare di |a| diminuisce l'apertura della parabola.
Ora, se consideriamo una qualsiasi funzione quadraticaf(x) = ax2 + bx + c   (a ≠ 0)
il suo grafico è sempre una parabola e la concavità della curva dipende solo dal segno del coefficiente a: concavità verso l'alto se a>0, concavità verso il basso se a<0. Inoltre, gli zeri di una funzione quadratica cioè i valori di x per cui il valore di f(x) è zero sono i punti in cui la curva interseca l'asse delle x. Ad esempio la funzione
f(x) = x2 + 2x - 3
nel piano cartesiano è rappresentata da una parabola che interseca l'asse delle x nei punti x=1 e x=-3
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che sono gli zeri della funzione ma sono anche la soluzione dell'equazione associata
x2 + 2x - 3 = 0
In generale, il grafico di una qualsiasi funzione quadratica è una parabola che può assumere, rispetto all'asse delle x, le seguente disposizioni:
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E quindi c'è una stretta relazione tra una proprietà geometrica (tipo di disposizione della parabola) e una proprietà algebrica (soluzioni di un'equazione di secondo grado).