Problemi di massimo e minimo
I problemi di massimo e minimo hanno un importante ruolo sia in matematica sia nelle applicazioni pratiche legate a scelte di ottimizzazioni. In generale nei problemi di ottimizzazione bisogna determinare il massimo o il minimo di una funzione in un dato intervallo. In modo equivalente possimo dire che in questi problemi c'è una grandezza dipendente y che varia in funzione di un'altra grandezza indipendente x e occorre determinare per quali valori della variabile x la grandezza y assume valore minimo o massimo. La procedura per risolvere questi tipi di problemi è:
scegliere la variabile indipendente x ed esprimere il problema mediante una funzione f(x) della quale si cerca il minimo o il massimo assoluto;
individuare l'intervallo I della variabile x;
determinare il minimo o il massimo assoluto della funzione nell'intervallo I.
Vediamo alcuni esempi:
Esempio 1: Tra tutti i coni inscritti in una sfera di raggio r qual è quello di volume massimo?
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Consideriamo la sezione del solido (ottenibile con un piano passante per l'altezza del cono) costituita da un triangolo isoscele inscritto in una circonferenza.
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Scegliamo come variabile indipendente x l'altezza CH del cono e come variabile dipendente V(x) il volume del cono. La variabile x può assumere qualunque valore reale positivo nell'intervallo [0, 2r] cioè 0 ≤ x ≤ 2r. Il volume del cono dipende sia dall'altezza che dal raggio AH della base del cono. Dobbiamo quindi esprimere il raggio AH in funzione di x. Ciò è possibile se consideriamo il triangolo rettangolo ADC
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e applichiamo il secondo teorema di Euclide: l'altezza AH è media proporzionale delle proiezioni CH e HD dei cateti sull'ipotenusa:
AH2 = CH ⋅ HD = x(2r - x)
Essendo il volume del cono:
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La funzione V(x) da rendere massima nell'intervallo [0, 2r] è:
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La funzione è continua e derivabile in tutto l'intervallo, con derivata V'(x):
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Cerchiamo i punti dove la derivata è nulla:
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I due valori di x sono accettabili perchè appartengono entrambi all'insieme [0, 2r]. Sostituendo i valori di x nella funzione V(x) si ottiene:
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Pertanto si ha il cono di massimo volume per x=(4/3)r.
Esempio 2: Due numeri reali non negativi hanno somma 2. Determina i due numeri in modo che sia massima il prodotto del quadrato del primo per il cubo del secondo.
Scegliamo come variabile indipendente x il primo numero e come variabile dipendente P(x) il prodotto del quadrato del primo per il cubo del secondo. La variabile x può assumere qualunque valore reale positivo nell'intervallo chiuso [0, 2] cioè 0 ≤ x ≤ 2. Essendo la somma dei due numeri uguale a 2 il secondo numero espresso in funzione del primo è 2 - x.
La funzione P(x) da rendere massima nell'intervallo [0, 2] è:
P(x) = x2 ⋅ (2 - x)3
La funzione è continua e derivabile in tutto l'intervallo, con derivata P'(x):
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Cerchiamo i punti dove la derivata è nulla:
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I tre valori di x sono accettabili perchè appartengono all'intervallo [0, 2]. Sostituendo i valori di x nella funzione P(x) si ottiene:
P(0) = 0; P(2) = 0; P(4/5) = 3456/3125 = 1,10592
E i due numeri sono 4/5 e 6/5.
Esempio 3: Tra tutti i rettangoli di data diagonale, che misura d, determina quello di area massima.
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Scegliamo come variabile indipendente x il lato AB e come variabile dipendente A(x) l'area del rettangolo. La variabile x può assumere qualunque valore reale positivo nell'intervallo chiuso [0, d] cioè 0 ≤ x ≤ d. Essendo l'area uguale al prodotto delle due dimensioni del rettangolo dobbiamo esprimere l'altra dimensione BC in funzione di x. Applicando il teorema di Pitagora al triangolo rettangolo ABC si ha:
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La funzione A(x) da rendere massima nell'intervallo [0, d] è:
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La funzione è continua e derivabile in tutto l'intervallo escluso x=d, con derivata A'(x):
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Cerchiamo i punti dove la derivata è nulla:
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Il valore di x è accettabile perchè appartiene all'intervallo [0, d]. Sostituendo il valore di x nella funzione A(x) si ottiene:
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Il rettangolo di area massima è il quadrato di lato d/√2.