Monomi

Un monomio è la più semplice espressione letterale formato da fattori numerici e letterali (questi ultimi hanno sempre per esponente un numero naturale).

Ad esempio sono monomi le seguenti espressioni letterali:

Invece non sono monomi:

Nel primo caso compare un'addizione, nel secondo un esponente negativo, nel terzo una sottrazione, nel quarto una divisione dove il divisore è un'espressione letterale.

Un monomio è scritto in forma normale se:

  • contiene un solo numero che è scritto per primo;

  • ogni lettera compare una sola volta;

  • le lettere sono scritte in ordine alfabetico.

Ad esempio, la forma normale del monomio:

2ac23b3a

è

6a2b3c2

Il fattore numerico prende il nome di coefficiente del monomio e l'insieme dei fattori letterali costituiscono la parte letterale del monomio.

Se il coefficiente di un monomio è uguale a 1 o a -1 il numero 1 non viene scritto e quindi viene sottinteso. Ad esempio:

1a3b2    si scrive    a3b2;

-1a3b2    si scrive    -a3b2.

Se il coefficiente di un monomio è uguale a zero il monomio è detto monomio nullo.

Poichè una lettera elevata a zero vale 1, possiamo considerare qualsiasi numero reale come un monomio e il numero reale 0 è il monomio nullo, ad esempio:

Questa considerazione ci fa capire che l'insieme R dei numeri reali è un sottoinsieme dell'insieme M dei monomi

Una caratteristica importante di un monomio è il suo grado che si calcola sommando gli esponenti dei fattori letterali. Ad esempio, il grado del monomio 4ax2b3 è 6

L'unico monomio a cui non si attribuisce grado è il monomio nullo. Tutti i numeri reali diversi da zero sono considerati monomi di grado zero.

Due monomi sono simili se hanno la stessa parte letterale (compresi gli esponenti).

Sono monomi simili ad esempio: ax3y2     e     6ax3y2

Non sono monomi simili ad esempio: x4y     e     2xy4

Due monomi sono opposti tra loro se sono simili e hanno coefficienti opposti.

Sono monomi opposti ad esempio: 4a2b3    e     -4a2b3

© giuseppe sarnataro