Simmetrie e periodicità di una funzione
Sapere che il grafico di una funzione è simmetrico rispetto all'asse delle y, oppure è simmetrico rispetto all'origine degli assi, oppure presenta una forma che si ripete regolarmente, agevola e semplifica lo studio della funzione. Vediamo perchè.
Simmetria rispetto all'asse delle y.
Osserviamo il grafico di una funzione simmetrico rispetto all'asse delle y.
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Come si vede la parte del grafico che si trova a sinistra dell'asse si sovrappone perfettamente alla parte che si trova a destra. Le due parti sono immagini speculari l'una dell'altra e tutti i punti simmetrici hanno ascisse opposte ma stessa ordinata, vale cioè l'uguaglianza:
f(x) = f(-x).
Questa osservazione ci suggerisce che se il grafico di una funzione è simmetrico rispetto all'asse delle y possiamo studiare analiticamente la funzione solo nel semipiano positivo delle ascisse e poi ribaltare il grafico ottenuto nel semipiano negativo, rispetto all'asse y. Come si può stabilire se il grafico di una funzione è simmetrico rispetto all'asse delle y? Basta porre -x al posto di x nella funzione e vedere se la nuova funzione risulta uguale a quella iniziale. Ad esempio:
Il grafico della funzione
y = x4-2x2+1
è simmetrico rispetto all'asse delle y perchè se poniamo -x al posto di x
y = (-x)4-2(-x)2+1
ed eseguiamo le operazioni
y = x4-2x2+1
otteniamo di nuovo la funzione iniziale. Ecco il grafico della funzione che conferma la sua simmetria rispetto all'asse delle y.
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Il grafico della funzione
y = x4-2x+1
non è simmetrico rispetto all'asse delle y perchè se poniamo -x al posto di x
y = (-x)4-2(-x)+1
ed eseguiamo le operazioni
y = x4+2x+1
non otteniamo di nuovo la funzione iniziale. Ecco il grafico della funzione che conferma la sua non simmetria rispetto all'asse delle y.
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Quando il grafico di una funzione è simmetrico rispetto all'asse delle y si dice che la funzione è pari.
Esempi di funzioni elementari pari sono:y=x2, y=x4, y=x6, y=cos x
Come si vede in una funzione pari la variabile x è presente sempre con esponente pari.
Simmetria rispetto all'origine degli assi.
Osserviamo il grafico di una funzione simmetrico rispetto all'origine degli assi.
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Come si vede anche questa volta ci sono due parti del grafico che sono sovrapponibili; per sovrapporle dovremo operare due piegature, una rispetto all'asse delle x, l'altra rispetto all'asse delle y.
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Tutti i punti simmetrici hanno sia ascisse sia ordinate opposte, vale cioè l'uguaglianza:
f(-x) = -f(x).
Se il grafico di una funzione è simmetrico rispetto all'origine degli assi possiamo studiare analiticamente la funzione solo nel semipiano positivo delle ascisse e poi ribaltare il grafico ottenuto nel semipiano negativo, rispetto all'origine. Come si può stabilire se il grafico di una funzione è simmetrico rispetto all'origine? Basta porre -x al posto di x nella funzione e vedere se la nuova funzione ha il segno opposto di quella iniziale. Ad esempio:
Il grafico della funzione
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è simmetrico rispetto all'origine degli assi perchè se poniamo -x al posto di x
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ed eseguiamo le operazioni
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otteniamo la funzione iniziale cambiata di segno. Ecco il grafico della funzione che conferma la sua simmetria rispetto all'origine.
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Il grafico della funzione
y = x3+2x-1
non è simmetrico rispetto all'origine perchè se poniamo -x al posto di x
y = (-x)3+2(-x)-1
ed eseguiamo le operazioni
y = -x3-2x-1
non otteniamo la funzione iniziale con il segno cambiato. Ecco il grafico della funzione che conferma la sua non simmetria rispetto all'origine.
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Quando il grafico di una funzione è simmetrico rispetto all'origine si dice che la funzione è dispari.
Esempi di funzioni elementari dispari sono:y = x, y = x-1, y = x3, y = x5, y = sen x
Periodicità di un grafico.
Se la forma del grafico di una funzione si ripete a intervalli regolari possiamo studiarla analiticamente solo nel suo intervallo minimo e poi ripetere il grafico ottenuto negli altri intervalli. Ad esempio, osserviamo il grafico della funzione y=senx:
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Come si vede il grafico si ripete a intervalli regolari di 2Π. Quando il grafico di una funzione assume valori che si ripetono a intervalli regolari si dice che la funzione è periodica. La lunghezza dell'intervallo minimo è detto periodo e generalmente si indica con la lettera T. Come si determina il periodo minimo di una fuzione periodica? Bisogna porre:
y = f(x+T) = f(x)
e risolvere l'equazione in funzione di T. Ad esempio, qual è il periodo minimo della funzione sen (2x)? Scriviamo l'equazione:
sen (2(x+T)) = sen 2x
e risolviamo l'equazione rispetto a T
2x+2T = 2x + 2kΠ da cui si ottiene T = kΠ
e ponendo k = 1 ottieniamo il periodo minimo T = Π.
Esempi di funzioni elementari periodiche sono:y=sen x, y=cos x con periodo T=2Π
y= tg x, y=cotg x con periodo T=Π