Il Problema
didattico del III Millennio
(da
intervento di B. Fadini)
La matematica ha due componenti
fondamentali: una formativa e laltra algoritmica. La prima è quella dei
concetti e dellastrazione, del processo logico e del linguaggio matematico,
della metodologia del misurare e classificare e così via. La seconda è
strumentale e consiste nella decomposizione di operazioni "complesse"
in sequenze di operazioni più elementari, tali da consentire la soluzione
pratica di un problema. La prima componente è la matematica del
"cosa", la seconda è quella del "come".
Si può discutere se serva o non la matematica del "cosa" (secondo me,
molto!) o piuttosto quali dosi di essa possano o debbano essere trasmesse ai
bambini della scuola media (secondo me, una dose "controllata"), ma
credo che su un fatto tutti debbano concordare: la matematica del
"come", in quanto strumentale, è utile nei limiti in cui essa
costituisca effettivamente uno strumento pratico.
Ebbene, gli algoritmi della matematica del "come" sono strettamente
condizionati dagli strumenti disponibili per la realizzazione delle operazioni
elementari componenti lalgoritmo medesimo, quali pallottoliere, calcolo
mnemonico, penna e carta, calcolatrice o calcolatore: un algoritmo ottimale per
uno strumento potrebbe non esserlo per uno diverso. Lavvento
dellinformatica e la diffusione dei calcolatori ha reso obsoleti vecchi
algoritmi (che conservano esclusivamente un valore storico) lanciandone o
rilanciandone dei nuovi: basti pensare al prevalere negli ultimi decenni di
algoritmi numerici a fronte di procedimenti classici "analitici".
Invero, la rivoluzione della Società dellinformazione che viviamo (ci
piaccia o non) è andata oltre: gli algoritmi (vecchi, nuovi o rinnovati) sono
stati programmati nei calcolatori ed oggi spesso non si pone il problema di
"impararli per applicarli", ma al più quello di impararli per capire
il processo programmato nelle macchine ed evitare di deificarle. Ovviamente,
entro certi limiti: ritengo ancora utile imparare gli algoritmi "penna e
carta" per la moltiplicazione o la divisione, almeno secondo i canoni di
questultimo secolo del secondo millennio
.ma questo è un altro discorso.
Il problema nuovo che si pone per il terzo millennio è un altro (ma anche
questo è un altro discorso): assumere come "primitive" le operazioni
che le macchine sanno fare meglio di noi ed imparare a risolvere con esse
problemi più complessi.