Dal
1900 ad oggi: cosa è cambiato?
Una
raccomandazione di un secolo fa.
La raccomandazione è del ministro Gallo - è il R.D. 24 ottobre 1900, n. 361 - ed è tratta da quel bellissimo libro I programmi di matematica per le scuole secondarie dallunità dItalia al 1986 del compianto ispettore tecnico Vincenzo Vita, libro che dovrebbe figurare in una possibile lista di documenti che ogni docente o ricercatore in didattica della matematica dovrebbe conoscere. La raccomandazione è la seguente.:«le disquisizioni sui fondamenti della scienza sono escluse dalla scuola, ma linsegnante non mancherà di far notare agli allievi le analogie e le differenze che passano fra alcuni enti, a mano a mano che se ne svelano le proprietà ed alla fine del terzo corso liceale potrà richiamare brevemente lattenzione degli alunni sulla natura e sullufficio di alcune proposizioni elementari e sul nesso delle proprietà che appartengono ad una data teoria».
E non è chi non colga che lanalogia ha il suo corrispettivo in Analogie strutturali dei programmi del 79 della scuola media. Qualcuno dirà subito che lottica è diversa. Certamente, ma al fondo, il principio pedagogico è il medesimo e il medesimo spirito pedagogico si avverte nelle avvertenze contenute nei programmi Brocca.
Questo fa capire ancora una volta che il tempo funzione da setaccio: le idee vengono raffinate ma suppergiù nella sostanza cè qualcosa che si conserva, un nucleo fondamentale che si trasmette di generazione in generazione e ciò che si trasmette inalterata è, prima di tutto, laspirazione più importante e legittima: favorire la comprensione della matematica. Questo rafforza sostanzialmente ciò che è nella storia: linsegnamento della matematica è stato un problema di sempre e con molta probabilità sarà sempre così.
Cosa cambierà è in stretta correlazione a ciò che è cambiato nelle impostazioni e negli strumenti; i cambiamenti sono lenti nellarco di un secolo; è cambiato appunto che il concetto di struttura sia più familiare, che le assiomatiche siano più mature; anzi il secolo si è aperto ed ha portato a maturazione proprio questi due aspetti. Ed in Geometria è cambiata limpostazione, la visione. E anche nella didattica dal globalismo del programma di Klein che consiste nel vedere la geometria o una geometria come linsieme delle proprietà che rimangono invariate rispetto a particolari gruppi di trasformazioni si è passati a impostazioni locali più adatte a veicolare il metodo e più rapidi ed efficaci nel giungere ai risultati prescelti, quelli fissati quale oggetto dellinsegnamento/ apprendimento. Ma in tutto questo il cambiamento che si avverte è pur esso qualitativo di una generalizzazione ad una geometria delle forme ad una geometria che ha in sé la conquista della spazialità, del muoversi negli spazi e delle trasformazioni che su tali forme possono apportare modifiche rilevanti. (E. Ambrisi)