Dal lavoro dei saggi

Nel volume Le conoscenze fondamentali per l’apprendimento dei giovani nella scuola italiana nei prossimi decenni (1998) che documenta il lavoro della commissione di esperti - o “saggi”, come si è preferito dire – si trovano per la matematica le osservazioni che si riportano raggruppate in:

Aspetti normativi e di struttura
Aspetti di metodo
Scuole di specializzazione
Insegnamento, importanza e risultati
Libri di testo

 

 

 

 

 

Aspetti normativi e di struttura

“Il settore dell’insegnamento tecnologico/scientifico “è piuttosto scadente nella nostra scuola, e per motivi strutturali. Gli insegnanti di matematica, specie nella scuola media inferiore, molto spesso non hanno preparazione specifica ; mentre l’insegnamento delle «scienze» è affidato a insegnanti che, se va bene, hanno competenza in uno solo dei settori in cui le cosiddette «scienze» si articolano a scuola, ma non in tutti gli altri. A questo livello bisogna intervenire fortemente sulle «Scuole di specializzazione per gli insegnanti», su cui investirei soldi ed energie nel quadro della riforma scolastica”. (M.Bettini)

 “L’insegnamento della matematica appare del tutto inefficace e, nell’opinione comune, perfettamente «rinunciabile»....Il ministero deve potenziare la ricerca didattica, come accade in altri paesi..” (C.Bernardini)

 “Un’attenzione particolare e profondamente innovativa sul piano metodologico va riservata all’insegnamento della matematica, che attualmente registra, soprattutto a partire dall’attuale scuola media, il maggior numero di fallimenti a cui si aggiungono un gran numero di esiti al limite dell’accettabilità. La ricerca sulla matematica non scolastica indica la necessità di insegnare agli studenti ad usare idee e tecniche di tipo matematico nella soluzione di problemi diversi ( sia di scienze fisico-naturali sia di scienze sociali). Sembra essenziale, a questo riguardo, che bambini e ragazzi non perdano il piacere del matematizzare, non siano demotivati da eccessi di formalismo e siano aiutati dagli insegnanti e dagli stessi compagni a pensare a percorsi alternativi di soluzione e ad utilizzare in positivo le dinamiche degli eventuali errori.” (R.Maragliano)

  “....inattuali sono i criteri che presiedono alla costituzione della cattedra di matematica e fisica nei Licei e negli Istituti Magistrali. Non è certo difficile riconoscere che si tratta di materie affini ; ma è altrettanto noto che la loro attribuzione allo stesso insegnante si è finora tradotta in un effettivo declassamento del ruolo formativo della fisica.”

“E’ necessario distinguere nettamente il ruolo del docente di matematica da quello del docente di discipline fisico-naturali, tenendo comunque presente che la loro collocazione nella scuola secondaria è in funzione di un insegnamento a carattere assertivo-dogmatico.” (K.Petruzzi)

 

 

 

 

 

 

Aspetti di metodo

      “Per quanto riguarda in particolare la matematica, è ben noto e sperimentato che essa viene ancora insegnata nelle nostre scuole secondo questi due principi : l’auto-evidenza (=cosa c’è da capire ? la matematica è semplicemente la «ragione», si tratta solo di imparare) e il pregiudizio innatistico (=per la matematica ci vuole il bernoccolo, se non sei intelligente nulla da fare). Questi due atteggiamenti spiegano gran parte dello «scacco matematico» tradizionalmente subito da moltissimi studenti nel nostro paese. Sottolineo anzi che è una leggenda il fatto che in molte scuole italiane la matematica non si impara perché a questa materia sarebbero dedicate troppo poche ore : di ore ce ne sono sempre molte, è che viene insegnata malissimo.

       Anche a questo livello, bisogna intervenire fortemente sulle Scuole di specializzazione per gli insegnanti. Solo che è disperatamente necessario che ci sia un contatto, stabile e diretto, fra le associazioni di didattica disciplinare ( didattica della matematica, didattica delle scienze) e il Ministero ! (M. Bettini)

Da R.M. Pirsig, Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta : “ La matematica, proprio come la scienza, non consiste semplicemente nell’applicare regole. Non si limita a dare il maggior numero possibile di combinazioni secondo determinate leggi fisse : esse sarebbero di gran lunga troppo numerose, inutili e ingombranti.....La differenza tra un buon meccanico e un cattivo meccanico, come quella tra un buon matematico e un cattivo matematico, sta esattamente nella capacità di selezionare i fatti buoni sulla base della Qualità...” (S. Tagliagambe)

 “ .....la capacità di interpretare un fenomeno nuovo e di adattare il proprio comportamento di conseguenza non ci viene data dallo studio della storia più che dallo studio della matematica, ma da come si studia la storia e da come si studia la matematica. Non si tratta di una questione di contenuti, ma soprattutto di una questione di metodo di studio.” (G. De Rita) 

“...ho constatato che non più dell’1 o 2% degli studenti che frequentano le mie lezioni sanno che esiste una geometria non-euclidea e in che cosa consiste, e quindi ignorano che molti teoremi della geometria euclidea che hanno studiato, non sono affatto verità universali e necessarie in senso assoluto ma risultano essere coerenti e consistenti solo all’interno del quadro delle categorie paradigmatiche di quella forma di geometria” (G.Reale)

Ci  sono ricerche sulla matematica, che hanno mostrato che c’è una matematica della scuola profondamente diversa dalla matematica della vita quotidiana. Delle ricerche molto interessanti svolte in altri Paesi ( in particolare in Brasile) hanno dimostrato che i bambini che hanno contatto molto precoce con attività di commercio, di vendita ambulante, usano due modi diversi di fare i conti, quando sono a scuola e nella vita quotidiana. A scuola persistono a fare degli errori che non farebbero mai se ci fosse il contesto di riferimento della vita quotidiana.” (C.Pontecorvo)

 

 

 

 

 

Scuole di specializzazione

       S .O.S. per le scuole di specializzazione per gli insegnanti : non permettiamo che ai futuri insegnanti vengano impartite ulteriori «nozioni» da professori universitari delle singole discipline ( in genere di nozioni ne hanno ricevute anche troppe) : facciamo in modo che ricevano soprattutto informazioni «responsabilizzanti» su come si insegna in una scuola. Non lasciamo che questo compito, però, sia svolto solo dai «generalisti» : esistono le associazioni che si occupano specificatamente di come si insegna «quella» disciplina e non l’universo mondo a non si sa chi. Rivolgiamoci a queste associazioni ! (M. Bettini)

 

 

 

 

 

 

  Insegnamento, importanza e risultati

“... ritengo necessario lo sviluppo dell’insegnamento delle matematiche ( anche nelle applicazioni informatiche) a scapito della dimensione nozionistica di materie come le scienze naturali e la chimica.” (Vegetti )

“Dovrà essere evitato l’accumulo di cognizioni separate secondo il modello di tipo enciclopedico e favorita invece la capacità di stabilire relazioni tra ambiti di significato diversi ( ad esempio, tra geografia, economia, cultura, forme politiche dei diversi paesi ; tra grammatica e letteratura ; tra matematica e scienze fisiche e biologiche, ecc.)” (Crespi )

 “La proposta è, in sintesi, quella di una drastica riduzione della moltiplicazione degli insegnamenti e delle materie e di un correlativo approfondimento, dalle elementari alle superiori, di tre soli apprendimenti e insegnamenti : linguaggio, matematica e esperienze operative o, se preferite, educazione linguistica, educazione matematica e educazione operativa. Parola, misura, prodotti.” (T. De Mauro)

 

 

 

 

Libri di testo

“L’estensione raggiunta da alcuni manuali di matematica destinati all’insegnamento in un solo anno ha superato le 1.200 pagine, delle quali, verosimilmente, l’insegnante utilizzerà una esigua frazione. ... E’ ben vero che una parte sempre crescente dei testi riguarda gli esercizi e che la richiesta di esercizi è ormai usata per motivare l’adozione con enfasi pari a quella della completezza ; ma è pur vero che essa nasconde una diffusa incapacità degli insegnanti di «inventare» problemi adatti alla classe, un fatto che segnala una grave insufficienza della professionalità della grande massa degli attuali docenti”. (C.Bernardini)