Come redigere nuovi programmi
Il
parere dei Saggi
Dal
documento di sintesi (Marzo 1998)
Si
deve sviluppare una nuova modalità di organizzazione e stesura dei programmi
che preveda lindicazione dei traguardi irrinunciabili e una serie succinta di
tematiche portanti.
E
necessario operare un forte alleggerimento dei contenuti disciplinari.
In
questa ottica in matematica bisognerebbe impegnarsi per dire:
quali
sono i traguardi irrinunciabili ?
quali
tematiche portanti possiamo indicare ?
Nel documento si colgono i seguenti traguardi :
· La necessità di insegnare agli studenti ad usare idee e tecniche di tipo matematico nella soluzione di problemi diversi ( sia di scienze fisico-naturali, sia di scienze sociali)
· fare in modo che bambini e ragazzi non perdano il piacere del matematizzare, non siano demotivati da eccessi di formalismo
· il problem solving
· il calcolo approssimato.
DallEditoriale
Mathesis
Periodico
di Matematiche
.Linsegnamento della matematica non può essere pensato - a livello di organizzazione e di scrittura di programmi ministeriali - in modo lineare: un segmento che ha un inizio e una conclusione per un determinato ciclo di studi e che poi per il ciclo successivo ricominci eventualmente daccapo. Non lo consiglia la pedagogia, non lo consente la matematica che non ha una struttura e una organizzazione ben definite, atte a riconoscere oggettivamente ciò che viene prima e ciò che viene dopo nella costruzione matematica: una lista di concetti può essere considerata primitiva in una data organizzazione e gli stessi concetti essere ritenuti secondari in unaltra. Manca cioè una organizzazione standard o canonica della matematica da tutti riconosciuta che possa costituire il riferimento forte e sicuro per una linea pedagogica altrettanto chiara e condivisa.
Il problema non è nuovo.
Per circa un ventennio, dai programmi della scuola media del 1979 ai programmi Brocca la questione è stata affrontata e risolta conferendo ai programmi ministeriali una struttura per temi : ambiti abbastanza ampi e consolidati della matematica (aritmetica e algebra geometria, analisi, ecc.) ove indicare gli argomenti di programma ( normativamente prescrittivi ).
Litinerario didattico, la scelta sequenziale degli argomenti, lorganizzazione lineare dellinsegnamento si è lasciata alla libertà del docente.
Questa soluzione non è però più perseguibile soprattutto per gli eccessi cui ha condotto.
I programmi Brocca - in toto, non solo quelli di matematica - hanno riprodotto lo schema dellEnciclopedia: tutto di tutto dichiarando di fatto non solo la caduta della prescrittività (valida invece de iure) ma facendo venir meno finanche il ruolo di guida e di riferimento per ciò che deve essere trattato o svolto.
Che fare allora?
La riflessione pedagogica ha generato le didattiche brevi e poi quelle modulari e ancora le isole didattiche e le unità di lavoro mentre quella più generale si è rivolta ai saperi essenziali. Quali sono le conoscenze che si richiede ai giovani di conseguire e di possedere?
Per la matematica dunque, quali le conoscenze che un alunno deve sapere al termine di un determinato ciclo di studi o, più semplicemente, di un anno scolastico?
Esistono dei concetti, risultati, procedure rilevanti che possiamo selezionare e fissare?
Se io fisso il teorema di Pitagora o quello di Talete ciò equivale a dire che il mio percorso didattico non mira a raggiungere lacquisizione di tali risultati come mete finali, punti terminali. Esso piuttosto sarà costruito sulla base di una acquisizione ed una utilizzazione immediata di essi, come fatti illuminanti per altri concetti e risultati; in definitiva, per una attività di rilievo.
Il lavoro di redazione di programmi ufficiali certamente non si risolverà e non impegnerà a riempire di argomenti ambiti già fissati, importanti di per sé in una organizzazione della matematica, ma di delineare o indicare un insieme di fatti matematici che si ritiene che lalunno debba acquisire e possedere. A dirsi sembra facile ma non lo è. Eppure è unoperazione necessaria; dovremo pure saper dire: se ci sarà una scuola di base cosa vorremmo che al termine di questo ciclo gli alunni sappiano di matematica?
Il che cosa, ovviamente, andrebbe detto con la massima chiarezza e distinto per anni scolastici.
Deve su questo aprirsi un profondo ed ampio dibattito: il Periodico di Matematiche e la Mathesis devono stimolarlo e condurlo. Secondo alcuni esperti, ad esempio. a fissare ciò che è importante che il cittadino sappia di matematica e che quindi la scuola deve insegnare, non dovrebbero essere i matematici. E questa unidea non solo da rispettare ma da favorire; in ogni caso non da osteggiare. Penso che possa essere prezioso per i matematici avere una lista di cose importanti da insegnare ed apprendere, una lista di gemme di sapere stilata da persone di cultura, pedagogisti filosofi letterati o gente comune (come le persone della strada a cui Hilbert avrebbe voluto spiegare i problemi più significativi). Allo stesso tempo i matematici potrebbero riflettere ed analizzare anche ciò che può ritenersi non importante, ovvero la selezione direi naturale che cè stata nel corso degli anni e che ha portato a tagli e modifiche da tenere presenti: ad esempio, le equazioni binomie e quelle reciproche, le costruzioni con riga e compasso, le tavole dei logaritmi, ecc?
Ma sulle tavole numeriche si spende ancora molto del tempo a disposizione e così ad esempio per il calcolo della radice quadrata di un numero con il metodo di Tolomeo come è stato messo in evidenza in un Servizio in Internet di recente realizzazione da parte del M.P.I.[1]. E ancora, su alcune regole e procedure di calcolo, quanto tempo si spende per trattarle? È importante ed essenziale conoscerle?
Questo sarà limpegno pieno della Mathesis, su questo la Mathesis invocherà la mobilitazione delle sue strutture e risorse.
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[1] Si tratta del Servizio per linsegnamento/apprendimento della matematica il cui indirizzo è: http://matmedia.ing.unina.it ; una realizzazione molto importante per la quale la Mathesis ha non solo già espresso il proprio apprezzamento al Ministro e ai Direttori Generali interessati ma anche la disponibilità ed interesse a concorrere alla sua piena riuscita.